Laboratorio di formazione, ricerca e comunicazione sulla “medicina di comunità” a Trieste: storie e racconti di malattia.
Il progetto, realizzato nel biennio 2010-2011, si propone di raccontare, con la voce dei protagonisti, la pratica medica dei Distretti e delle Microaree, nella sfida che da anni, a Trieste, impegna gli operatori a sviluppare una medicina radicata nei luoghi, nelle case, negli habitat sociali.
L’idea-base del progetto è quella di aprire un laboratorio per sperimentare nuovi metodi di racconto della malattia, al fine di informare, descrivere, rappresentare i contenuti e le metodologie dell’intervento territoriale. Ricostruendo la storia di singoli casi, stabilendo confronti tra il linguaggio delle procedure sanitarie e la complessità delle pratiche, vengono evidenziati aspetti specifici che differenziano la “medicina di comunità” da quella ospedaliera.
La raccolta di materiali orali, così come l’elaborazione dei testi, serve a documentare il grado di coinvolgimento dei diversi attori: da un lato la dimensione affettiva del lavoro di cura (l’intensità e la frequenza dei contatti, le relazioni ravvicinate fra operatore e utente); dall’altro i dubbi e le scoperte, le incertezze e i conflitti come punti di forza di un intervento basato sul continuo confronto e sulla negoziazione; dall’altro ancora gli aspetti co-evolutivi di un sistema d’intervento protratto nel tempo, e l’importanza che assume la capacità e il potere degli operatori di esplorare i differenti contesti, tenendo conto di numerose variabili (determinanti di salute).
Soprattutto il racconto mostra gli interni delle case, le strade e i quartieri, gli spaccati di vita delle persone che, ammalandosi di una malattia grave, possono assumere un ruolo attivo o passivo, interpretando in modi diversi il cambiamento loro richiesto (stili di vita e traiettorie della cura).